Pino Ferroni | Da un brano dello Zhuang-zi (Chuang-tzu)
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Da un brano dello Zhuang-zi (Chuang-tzu)

«E’ impossibile parlare del mare alla rana che vive in un pozzo: vive in uno spazio troppo limitato.
E’ impossibile parlare del ghiaccio all’insetto che vive solo d’estate: vive un tempo troppo limitato.
E’ impossibile parlare del Tao a un letterato: è limitato dalla ristrettezza dell’insegnamento ricevuto.
Una grande intelligenza che ha abbracciato il lontano e il vicino, non si sente umiliata dalla piccolezza, né si inorgoglisce della grandezza, perché sa che ogni misura è infinita.
Guardando al passato e al presente non si stanca di una lunga vita nè invidia gli altri per la sua breve esistenza, perché sa che il tempo non ha un termine.
Conoscendo l’uniformità del cammino, non ama la vita nè aborrisce la morte, perché sa che il principio e la fine non hanno durata.
Ciò che l’uomo sa non uguaglia ciò che ignora; la durata della sua esistenza non uguaglia quella che precedette la sua nascita.
Voler partire dall’estremamente piccolo per esaurire l’estremamente grande, significa smarrirsi senza più ritrovare se stessi. Se è così, come si può sostenere che la punta del pelo è il limite dell’estremamente piccolo e che l’universo immenso esaurisce il dominio dell’estremamente grande? Chi esamina una cosa grande ponendosi dal punto di vista di ciò che è piccolo, non ne ha una visione completa; chi osserva una cosa piccola ponendosi dal punto di vista di ciò che è grande, non ne ha una visione chiara.

La distinzione fra sottile e grosso si limita al campo delle forme. Ciò che non ha forma non può essere diviso dalle classificazioni. Ciò che si può esprimere a parole, è il grossolano delle cose; ciò che si può raggiungere con le idee, è il sottile della cose. Tutto ciò che non si può esprimere nè a parole, nè raggiungere con le idee, è al di là sia del sottile che del grossolano.

Per riassumere, chi capisce che il Cielo e la Terra sono uguali a un granello di miglio e che la punta di un pelo è uguale a una collina o a una montagna, costui ha capito il modo di calcolare le differenze».


Commento

Ricordo che negli anni ’50 ero in villeggiatura in Piemonte e raccontavo del mare di Liguria ad un giovane veterinario, figlio della famiglia che ci ospitava. Lui era nato nelle Langhe, aveva studiato a Torino, ma non aveva mai visto il mare. A quei tempi molti nascevano, vivevano e morivano nel loro paese e essere andati nel paese vicino era una gita da raccontare ogni volta che se ne aveva occasione. Così, dopo tanto avergli parlato del mare decidemmo che lo avrei accompagnato a vederlo. Con l’autorizzazione dei mie genitori partimmo con la sua moto, un ‘Galletto’, e, dopo aver superato il monte Beigua, arrivammo sulla spiaggia di Varazze. Quando egli si trovò davanti a quella immensa distesa di acqua ricordo che disse nel suo dialetto: “Dio non ho mai immaginato una pianura così grande”.


Questo mio ricordo è per parafrasare Zhuang.zi. 
E’ inutile continuare a parlare di Shen, perché Shen è un’esperienza diretta diversa per ognuno di noi perché ognuno di noi percepisce Shen basandosi sul proprio vissuto personale, corporeo, sensoriale e emozionale.
Perciò, chi vuole veramente conoscere e praticare Shen deve rivolgersi ad un Operatore della mia Scuola di Naturopatia Umanistica® & Bioenergetic-shen Treatment® Ego Center Kairos s.r.l. di Parma. 
E lì può anche imparare a trasmetterlo!